Il Mugello

Una valle meravigliosa alle porte di Firenze

Il Territorio

Dove si trova

La via degli Dei

Cafaggiolo

Mappa Turistica

Informazioni Turistiche

Il Mugello, alle porte di Firenze

L’associazione Pro Loco per Barberino vi da il benvenuto nella nostra splendida terra!

Il Mugello è una verde vallata situata a nord di Firenze e rinomata sia per il suo paesaggio naturale che per la sua cultura. Avventurarsi alla scoperta del Mugello significa esplorare una parte di Toscana che è rimasta intatta e fedele alle origini, per la maggior parte preservata dal turismo di massa. L’area è caratterizzata da piccoli e graziosi borghi, incastonati in un contesto naturale spettacolare, città dal fascino senza tempo e dall’incomparabile contributo al nostro patrimonio storico-artistico, essendo la patria di grandi personaggi come Giotto, il Beato Angelico o Andrea del Castagno di San Godenzo. Ma le delizie non si fermano all’aspetto naturale del Mugello: piatti e ricette tipiche completano la descrizione di un’area dalle mille sorprese. Dalla pasta fatta in casa come i tortelli di patate, la selvaggina arrosto, i formaggi freschi, il tartufo e le castagne. Quindi non resta che aggiungere il Mugello come tappa obbligatoria nel vostro itinerario per toccare con mano la nostra ospitalità!

Il Mugello, alle porte di Firenze

L’associazione Pro Loco per Barberino vi da il benvenuto nella nostra splendida terra!

Il Mugello è una verde vallata situata a nord di Firenze e rinomata sia per il suo paesaggio naturale che per la sua cultura. Avventurarsi alla scoperta del Mugello significa esplorare una parte di Toscana che è rimasta intatta e fedele alle origini, per la maggior parte preservata dal turismo di massa. L’area è caratterizzata da piccoli e graziosi borghi, incastonati in un contesto naturale spettacolare, città dal fascino senza tempo e dall’incomparabile contributo al nostro patrimonio storico-artistico, essendo la patria di grandi personaggi come Giotto, il Beato Angelico o Andrea del Castagno di San Godenzo. Ma le delizie non si fermano all’aspetto naturale del Mugello: piatti e ricette tipiche completano la descrizione di un’area dalle mille sorprese. Dalla pasta fatta in casa come i tortelli di patate, la selvaggina arrosto, i formaggi freschi, il tartufo e le castagne. Quindi non resta che aggiungere il Mugello come tappa obbligatoria nel vostro itinerario per toccare con mano la nostra ospitalità!

Il Mugello e il suo territorio

La valle del Mugello fa riferimento alla parte medio superiore del bacino idrografico del fiume Sieve: è un’ampia conca delimitata a Nord dal principale spartiacque appenninico (dal Monte Citerna al Giogo di Villore), a Sud dai contrafforti del Monte Giovi e del Monte Senario, chiusa ad ovest dai Monti della Calvana oltre i quali si estende la Provincia di Prato. Qui troviamo i borghi di San Piero a Sieve, Barberino di Mugello, Scarperia, Borgo San Lorenzo, Vicchio e Dicomano. Attraversato fin dall’antichità da due percorsi viari di grande rilevanza per la comunicazione tra i popoli dell’Italia centrale e quelli oltre-appenninici e padani – la Bolognese (tracciata dai romani) e la Faentina (antica strada etrusca) – il Mugello è stato crocevia di personaggi ed eserciti, trovandosi spesso coinvolto in episodi non sempre determinati dai suoi abitanti.

Il Mugello e il suo territorio

La valle del Mugello fa riferimento alla parte medio superiore del bacino idrografico del fiume Sieve: è un’ampia conca delimitata a Nord dal principale spartiacque appenninico (dal Monte Citerna al Giogo di Villore), a Sud dai contrafforti del Monte Giovi e del Monte Senario, chiusa ad ovest dai Monti della Calvana oltre i quali si estende la Provincia di Prato. Qui troviamo i borghi di San Piero a Sieve, Barberino di Mugello, Scarperia, Borgo San Lorenzo, Vicchio e Dicomano. Attraversato fin dall’antichità da due percorsi viari di grande rilevanza per la comunicazione tra i popoli dell’Italia centrale e quelli oltre-appenninici e padani – la Bolognese (tracciata dai romani) e la Faentina (antica strada etrusca) – il Mugello è stato crocevia di personaggi ed eserciti, trovandosi spesso coinvolto in episodi non sempre determinati dai suoi abitanti.

Il paesaggio mugellano è complesso: dalle fitte boscaglie dei crinali regno del cinghiale, del capriolo e della volpe, alle zone dei castagneti e dell’olivo, dalle ampie superfici pianeggianti dei vecchi terrazzi limitate da scarpate coltivate a grano e girasole, al fertile fondovalle dove sono ubicati i principali centri abitati e le vie di comunicazione. A nord, fra i crinali del Mugello e i passi che scendono verso Bologna e la Romagna, nella parte alta dei bacini del Santerno, del Senio e del Lamone, troviamo l’Alto Mugello con Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi.
I grandi sassi e le vette, pur superando di poco i 1000 metri d’altitudine, disegnano quinte e profili massicci, talora imponenti. Il panorama è dominato da incontaminati boschi di faggio, castagno, quercia, da grandi pascoli interrotti a volte da cespugli di ginepro, da affioramenti di pietra.

La purezza delle acque e la rigogliosa vegetazione riparia di queste valli sono l’habitat giusto per moltissime specie di uccelli e di pesci. Il clima è di transizione tra quello rigido della Pianura Padana, dove i venti freddi spaziano liberamente scendendo dai contrafforti delle Alpi, e quello più mite, mediterraneo tipico dell’Italia centrale. La conca del Mugello, subito sotto i gioghi più alti della catena montuosa, è spesso punto di incontro dei venti freddi di tramontana con quelli caldi umidi di libeccio, scirocco e ponente: questo fa sì che in inverno le nebbie portate dai secondi siano spesso spazzate via dall’altro, o che in estate sia questo a mitigare il caldo umido che quelli portano. La suggestione paesaggistica è arricchita dall’invaso di Bilancino, un grande lago artificiale che si colloca ad ovest di San Piero a Sieve, lungo la strada che conduce a Barberino. Per maggiori informazioni sul Mugello vi invitiamo a visitare il sito dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello: www.mugellotoscana.it

Il paesaggio mugellano è complesso: dalle fitte boscaglie dei crinali regno del cinghiale, del capriolo e della volpe, alle zone dei castagneti e dell’olivo, dalle ampie superfici pianeggianti dei vecchi terrazzi limitate da scarpate coltivate a grano e girasole, al fertile fondovalle dove sono ubicati i principali centri abitati e le vie di comunicazione. A nord, fra i crinali del Mugello e i passi che scendono verso Bologna e la Romagna, nella parte alta dei bacini del Santerno, del Senio e del Lamone, troviamo l’Alto Mugello con Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi.
I grandi sassi e le vette, pur superando di poco i 1000 metri d’altitudine, disegnano quinte e profili massicci, talora imponenti. Il panorama è dominato da incontaminati boschi di faggio, castagno, quercia, da grandi pascoli interrotti a volte da cespugli di ginepro, da affioramenti di pietra.

La purezza delle acque e la rigogliosa vegetazione riparia di queste valli sono l’habitat giusto per moltissime specie di uccelli e di pesci. Il clima è di transizione tra quello rigido della Pianura Padana, dove i venti freddi spaziano liberamente scendendo dai contrafforti delle Alpi, e quello più mite, mediterraneo tipico dell’Italia centrale. La conca del Mugello, subito sotto i gioghi più alti della catena montuosa, è spesso punto di incontro dei venti freddi di tramontana con quelli caldi umidi di libeccio, scirocco e ponente: questo fa sì che in inverno le nebbie portate dai secondi siano spesso spazzate via dall’altro, o che in estate sia questo a mitigare il caldo umido che quelli portano. La suggestione paesaggistica è arricchita dall’invaso di Bilancino, un grande lago artificiale che si colloca ad ovest di San Piero a Sieve, lungo la strada che conduce a Barberino. Per maggiori informazioni sul Mugello vi invitiamo a visitare il sito dell’Unione Montana dei Comuni del Mugello: www.mugellotoscana.it

La Via degli Dei

Il “Sentiero degli Dei” era un progetto nato nel 1996 da una collaborazione tra la rivista Airone, appassionati bolognesi e toscani, il Club Alpino Italiano di Bologna e Firenze, enti locali ed associazioni dei territori attraversati dalll’itinerario e Sentiero Italia. Oggi il Sentiero è divenuta la frequentata  “Via degli Dei”. Sono  circa 124 km da percorrere in più giorni da Piazza Maggiore a Bologna a Piazza Signoria a Firenze, attraverso l’Appennino tosco-emiliano e il Mugello. Il nome deriva dalla presenza sull’itinerario di toponimi legati a Dei dell’antica Grecia come Adone, Venere, Giunone, Lua (dea romana dell’espiazione). È un trekking di media difficoltà, particolarmente impegnativo nella salita e discesa del Monte Gazzaro nel Mugello. E’ percorribile su sentieri, strade bianche e brevi tratti di asfalto sia a piedi che in mountain bike (con varianti). La Via degli Dei ripercorre sentieri tracciati da duemila anni. Gli Etruschi lo percorsero per sviluppare i traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana per almeno quattro secoli (VII-IV sec. A. C.). Successivamente i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia (Bologna), sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma passando dagli Appennini e costruirono, sul tracciato etrusco, una vera e propria strada. Neppure durante il medioevo si perse l’abitudine di battere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare l’Appennino. Al lastricato romano, sfaldatosi nel tempo, si sostituì una mulattiera, senza pavimentazione, più stretto, utilizzato dai viandanti che avessero necessità di transitare su questo tratto. Il sentiero attraversa numerosi luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico a quote intorno ai 1000 m s.l.m. In alcuni punti il cammino passa proprio sulle antiche pavimentazioni stradali ancora superstiti dopo 2.000 anni di storia. L’itinerario generalmente si affronta in cinque giorni con cinque tappe ma è consigliato per chi non ha troppa esperienza affrontare il percorso  in sei o sette  giorni: una vera e propria vacanza che consente  di godere in tutta tranquillità di luoghi, panorami, bellezze storico artistiche senza farsi mancare soste golose.

La Via degli Dei

Il “Sentiero degli Dei” era un progetto nato nel 1996 da una collaborazione tra la rivista Airone, appassionati bolognesi e toscani, il Club Alpino Italiano di Bologna e Firenze, enti locali ed associazioni dei territori attraversati dalll’itinerario e Sentiero Italia. Oggi il Sentiero è divenuta la frequentata  “Via degli Dei”. Sono  circa 124 km da percorrere in più giorni da Piazza Maggiore a Bologna a Piazza Signoria a Firenze, attraverso l’Appennino tosco-emiliano e il Mugello. Il nome deriva dalla presenza sull’itinerario di toponimi legati a Dei dell’antica Grecia come Adone, Venere, Giunone, Lua (dea romana dell’espiazione). È un trekking di media difficoltà, particolarmente impegnativo nella salita e discesa del Monte Gazzaro nel Mugello. E’ percorribile su sentieri, strade bianche e brevi tratti di asfalto sia a piedi che in mountain bike (con varianti). La Via degli Dei ripercorre sentieri tracciati da duemila anni. Gli Etruschi lo percorsero per sviluppare i traffici e favorire il loro dominio sulla Pianura Padana per almeno quattro secoli (VII-IV sec. A. C.). Successivamente i Romani, avendo fondato nel 189 a.C. la colonia di Bononia (Bologna), sentirono la necessità di garantire un collegamento con Arezzo e Roma passando dagli Appennini e costruirono, sul tracciato etrusco, una vera e propria strada. Neppure durante il medioevo si perse l’abitudine di battere a piedi o a cavallo questo antico percorso, il più agevole che permettesse di attraversare l’Appennino. Al lastricato romano, sfaldatosi nel tempo, si sostituì una mulattiera, senza pavimentazione, più stretto, utilizzato dai viandanti che avessero necessità di transitare su questo tratto. Il sentiero attraversa numerosi luoghi di interesse naturalistico e paesaggistico a quote intorno ai 1000 m s.l.m. In alcuni punti il cammino passa proprio sulle antiche pavimentazioni stradali ancora superstiti dopo 2.000 anni di storia. L’itinerario generalmente si affronta in cinque giorni con cinque tappe ma è consigliato per chi non ha troppa esperienza affrontare il percorso  in sei o sette  giorni: una vera e propria vacanza che consente  di godere in tutta tranquillità di luoghi, panorami, bellezze storico artistiche senza farsi mancare soste golose.

Villa Cafaggiolo

Dal 2013 Villa di Cafaggiolo è patrimonio UNESCO
Residenza tra le preferite di Lorenzo il Magnifico, realizzata da Michelozzo Michelozzi intorno al 1451 per la famiglia dei Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio. L’architetto trasformò il vecchio maniero adeguandolo al nuovo gusto della residenza di villa. L’edizione attuale dell’edificio è il frutto di numerosi interventi realizzati nell’Ottocento, ma si possono ancora distinguere le parti in cui operò l’architetto Michelozzo. Così i motivi dei merli e dei beccatelli si trasformano in elementi decorativi e si fondono con le semplici cornici delle finestre, sorrette da mensole, e con gli elementi di arredo interno (camini in pietra) che caratterizzano i vani al piano terreno (attribuibili alla sistemazione michelozziana). La villa fu luogo di liete adunanze di gentildonne e mercanti, capitani e letterati, artisti, cardinali, principi e papi, per convegni di caccia, simposi e feste contadinesche e soprattutto, dimora per soggiorni estivi e autunnali della casata dei Medici. Alla mensa Luigi Pulci leggeva il suo Morgante, Lorenzo componeva canti carnascialeschi; vi soggiornarono il Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e nel 1515 vi sostò Leone X. In una stanza del secondo piano fu pugnalata dal marito Piero de’ Medici nel 1576 Eleonora di Toledo.  Passato ai Lorenesi, nel 1778 il Granduca vi ricevette il fratello Giuseppe, Imperatore d’Austria e, più tardi, Leopoldo II, il Re e la Regina di Napoli diretti al Nord. Fu poi posta all’asta dal governo italiano e acquistata dal principe Marcantonio Borghese. Cafaggiolo, nel periodo di maggior fulgore, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, ospitò anche la fabbrica delle famose maioliche, che si serviva di una fornace nella quale più tardi Ferdinando I avviò una manifattura di specchi e vetri con maestri francesi. Dietro la villa c’è un vasto e folto bosco selvatico cinto da mura e destinato agli svaghi della caccia in cui si dedicavano i membri della famiglia medicea.

Villa Cafaggiolo

Dal 2013 Villa di Cafaggiolo è patrimonio UNESCO
Residenza tra le preferite di Lorenzo il Magnifico, realizzata da Michelozzo Michelozzi intorno al 1451 per la famiglia dei Medici, su commissione di Cosimo il Vecchio. L’architetto trasformò il vecchio maniero adeguandolo al nuovo gusto della residenza di villa. L’edizione attuale dell’edificio è il frutto di numerosi interventi realizzati nell’Ottocento, ma si possono ancora distinguere le parti in cui operò l’architetto Michelozzo. Così i motivi dei merli e dei beccatelli si trasformano in elementi decorativi e si fondono con le semplici cornici delle finestre, sorrette da mensole, e con gli elementi di arredo interno (camini in pietra) che caratterizzano i vani al piano terreno (attribuibili alla sistemazione michelozziana). La villa fu luogo di liete adunanze di gentildonne e mercanti, capitani e letterati, artisti, cardinali, principi e papi, per convegni di caccia, simposi e feste contadinesche e soprattutto, dimora per soggiorni estivi e autunnali della casata dei Medici. Alla mensa Luigi Pulci leggeva il suo Morgante, Lorenzo componeva canti carnascialeschi; vi soggiornarono il Poliziano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e nel 1515 vi sostò Leone X. In una stanza del secondo piano fu pugnalata dal marito Piero de’ Medici nel 1576 Eleonora di Toledo.  Passato ai Lorenesi, nel 1778 il Granduca vi ricevette il fratello Giuseppe, Imperatore d’Austria e, più tardi, Leopoldo II, il Re e la Regina di Napoli diretti al Nord. Fu poi posta all’asta dal governo italiano e acquistata dal principe Marcantonio Borghese. Cafaggiolo, nel periodo di maggior fulgore, tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, ospitò anche la fabbrica delle famose maioliche, che si serviva di una fornace nella quale più tardi Ferdinando I avviò una manifattura di specchi e vetri con maestri francesi. Dietro la villa c’è un vasto e folto bosco selvatico cinto da mura e destinato agli svaghi della caccia in cui si dedicavano i membri della famiglia medicea.

Cartografia Turistica Digitale

Per sapere dove dormire, dove mangiare e cosa vedere visita la Cartografia Turistica Digitale del territorio, sempre aggiornata con gli eventi in programma!

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Informazioni Turistiche

Per informazioni turistiche sul Mugello e le sue meraviglie puoi contattare l’ Ufficio Turismo dell’ Unione Montana dei Comuni del Mugello o visitare direttamente il loro sito www.mugellotoscana.it  

UFFICIO TURISMO: Via Palmiro Togliatti, 45 50032 Borgo San Lorenzo (FI) c/o Villa Pecori Giraldi 

TELEFONO: 055 84527185/6 – Fax 055 845628

CONTATTI MAIL:  info@mugellotoscana.it

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UFFICIO TURISMO: Via Palmiro Togliatti, 45 50032 Borgo San Lorenzo (FI) c/o Villa Pecori Giraldi

TELEFONO: 055 84527185/6 – Fax 055 845628

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